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Fotografia di viaggio: come cambia lo scatto con la luce

Come cambia uno scatto secondo la luce della destinazione e quali orari funzionano meglio per fotografare un patrimonio: orari, meteo e verifiche pratiche.

Redazione del Maggiolino, revisione del

Una facciata barocca di Vienna fotografata di prima mattina, con il sole radente che sfiora le decorazioni e un lastricato ancora in ombra in primo piano.

Uno scatto cambia secondo la luce della destinazione perche la luce non e uguale ovunque: cambia l angolo con cui arriva, la temperatura di colore, la presenza di foschia, sabbia o umidita, e cambia di conseguenza il contrasto tra cio che vuoi mostrare e cio che resta sullo sfondo. Se fotografi un patrimonio, gli orari che funzionano meglio sono quelli in cui il sole e basso, cioe la prima ora dopo l alba e l ultima prima del tramonto, mentre a meta giornata conviene cercare ombra, interni o giornate di cielo coperto. Il resto e verifica: ora locale, orientamento della facciata, meteo del giorno prima.

Come cambia uno scatto secondo la luce della destinazione?

La luce di una destinazione si legge prima di partire, con tre dati: latitudine, stagione e orientamento di cio che vuoi fotografare. La latitudine decide quanto dura l ora dorata: a Parigi a giugno il sole resta basso a lungo, a Bali vicino all equatore la finestra utile si stringe a venti o trenta minuti e la luce cambia rapidamente. La stagione decide l ora esatta: la stessa facciata a marzo e a ottobre riceve il sole in momenti diversi, e in inverno l ombra degli edifici vicini puo coprire la parte che ti interessa. L orientamento decide se la facciata e illuminata al mattino o al pomeriggio, e questo si controlla con una bussola o con una mappa prima di scegliere l orario.

Poi c e il tipo di luce, che non e solo chiaro o scuro. Una luce rasante, cioe molto bassa rispetto alla superficie, fa emergere la texture: il rilievo di una pietra, le pieghe di un tessuto, le tracce sul legno. Una luce diffusa da cielo coperto appiattisce i volumi ma restituisce i colori senza ombre dure, e per questo funziona bene sui mercati, sui portici, sulle facciate ricche di dettagli. Una luce dura di mezzogiorno crea ombre corte e nere: utile se vuoi geometrie nette, problematica se vuoi mostrare un insieme. Chi prepara i viaggi per fotografare lo fa spesso partendo proprio da questo, cioe dall ora e dalla meteo prevista, come si vede in Lumieres d Ailleurs, fotografia di viaggio, dove i soggetti sono descritti in base alla luce che li caratterizza.

Un esempio concreto: le riziere a Bali. Al mattino presto la luce arriva radente e l acqua tra le piante riflette il cielo, quindi il verde resta leggibile e le superfici non bruciano. A meta giornata la stessa scena diventa una lastra chiara, con il cielo piu luminoso del terreno e le ombre delle piante ridotte a linee nere. Non e una questione di attrezzatura: e la posizione del sole rispetto al piano che stai fotografando. Lo stesso vale per un litorale: la sabbia bagnata riflette, la sabbia asciutta assorbe, e la differenza tra le due si vede soprattutto con il sole basso.

Quali orari funzionano meglio per fotografare un patrimonio?

Per un edificio, un centro storico o un sito archeologico, la risposta pratica e: l ora successiva all apertura e l ora che precede la chiusura, quando il sole e basso e l accesso e ancora o gia consentito. In mezzo, dalle due ore dopo mezzogiorno alle due ore prima del tramonto in estate, la luce e alta e il contrasto tra parti illuminate e parti in ombra e difficile da gestire. Se il sito apre tardi e chiude presto, come accade in molti luoghi con orari stagionali, la finestra utile puo ridursi a un ora o meno: va verificata sul sito dell ente che gestisce il sito, non data per scontata.

Il secondo criterio e l orientamento. Una facciata rivolta a est prende luce al mattino, una rivolta a ovest la prende al pomeriggio. Se la facciata che ti interessa e a nord, in molti periodi dell anno resta in ombra tutto il giorno: in quel caso la luce diffusa di una giornata coperta e spesso migliore del sole diretto, perche elimina le ombre nette e lascia leggibili le decorazioni. Per i cortili interni, come i patios, il momento migliore e quando il sole entra dall alto e tocca una parete sola: di solito a meta mattina o a meta pomeriggio, a seconda della stagione.

Il terzo criterio e la folla. Gli orari migliori per la luce sono spesso anche quelli con piu visitatori, e questo cambia il tipo di scatto: con molte persone conviene lavorare su dettagli, su porzioni di facciata, su un punto di vista rialzato, oppure accettare la presenza umana come parte della scena. Nelle citta d arte europee, come Vienna o Praga, le prime ore del mattino sono le uniche in cui le piazze principali sono relativamente libere; nei siti archeologici dell Asia sudorientale, come Angkor, la luce del primo mattino e anche il momento in cui l aria e piu limpida, prima che il calore sollevi polvere e umidita.

Cielo coperto, pioggia e foschia: non sono giornate perse

Una giornata di cielo coperto da una luce uniforme, con temperatura di colore piu fredda, e serve a due cose: restituire i colori reali di superfici complesse e permettere tempi piu lunghi senza ombre dure. E la luce tipica di alcune destinazioni, non un incidente: a Londra o in certe zone del nord Europa il cielo coperto e la condizione normale, e chi fotografa architettura spesso la preferisce al sole diretto perche non deve combattere con il contrasto. In questi casi conviene alzare leggermente l esposizione e controllare il bilanciamento del bianco, perche l immagine tende al blu.

La pioggia aggiunge superfici riflettenti: lastricati, asfalto, gradini. Il riflesso raddoppia la scena e funziona bene con soggetti verticali, come facciate e statue. La foschia, invece, riduce la visibilita a distanza e appiattisce i piani: e utile per dare profondita a un paesaggio, ma rende inutile cercare dettagli lontani. In montagna o nei canyon, la foschia del mattino si alza spesso entro un ora dall alba, quindi la finestra per uno scatto ampio e breve.

Come si verifica la luce prima di partire?

Si verifica con strumenti semplici e gratuiti. Il primo e l ora di alba e tramonto del luogo e della data, che si trova su qualsiasi calendario astronomico o su un sito di effemeridi. Il secondo e l orientamento: una mappa con la bussola, o una vista satellitare, mostra da che lato sorge il sole rispetto all edificio. Il terzo e la previsione meteo, che va letta il giorno prima e non con una settimana di anticipo, perche cambia. Il quarto e l orario di apertura del sito, che va controllato sulla pagina ufficiale dell ente gestore.

A questi si aggiunge una verifica sul posto che molti saltano: guardare la scena senza macchina fotografica, per capire dove cade l ombra e da dove arriva la luce. Bastano due minuti e un giro di trecento gradi. Se l ombra di un edificio copre la facciata che ti interessa, nessuna impostazione la recuperera; se la luce e troppo dura, puoi tornare piu tardi o cambiare soggetto. In molti centri storici la differenza tra uno scatto leggibile e uno confuso e solo l ora, non il mezzo.

Attrezzatura e impostazioni: cosa serve davvero

Per la luce bassa serve soprattutto stabilita: un treppiede leggero o un appoggio stabile, perche i tempi si allungano. Per la luce dura serve la capacita di controllare le alte luci, quindi esporre per le parti chiare e non per le ombre. Per la luce diffusa serve un bilanciamento del bianco corretto, spesso su nuvoloso, e un profilo che non spinga troppo il contrasto. Un filtro polarizzatore aiuta a ridurre i riflessi su acqua e vetro e a rendere piu denso il cielo, ma va usato con misura perche toglie luce.

Sul fronte dei tempi, una regola pratica: con il sole basso e un soggetto fermo, parti da un tempo che eviti il mosso e chiudi il diaframma di uno o due stop rispetto alla massima apertura, cosi guadagni nitidezza. Con il cielo coperto puoi permetterti tempi piu lunghi e diaframmi piu chiusi. Con la pioggia, proteggi il mezzo e asciuga la lente prima di ogni scatto: una goccia sulla lente produce un alone che non si corregge dopo.

In sintesi

La luce della destinazione decide cosa puoi mostrare e a che ora. Prima di scegliere l orario, leggi latitudine, stagione e orientamento; poi verifica alba, tramonto, meteo e orari di apertura. Per il patrimonio, la finestra migliore e quella con il sole basso, all inizio o alla fine della giornata; il cielo coperto e una condizione di lavoro, non un problema. E se vuoi capire come la luce cambia da un luogo all altro, guardare esempi fatti bene aiuta piu di qualsiasi elenco di impostazioni.

Vedi anche: Dolomiti in camper, Montagna svizzera: sentieri, rifugi e sicurezza, castelli e sentieri e Dormire low cost a Tsim.

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